Alcuni medici di base, sono diventati dei commessi di farmacia; infatti, tramite il telefono, accettano le ordinazioni dei farmaci da parte dei loro pazienti.

Riempiendo ricettari, perdono del tempo utile che potrebbero usare per visitare chi abbisogna di cure.

Spesso, recandoci dal medico che abbiamo scelto da un elenco ben fornito, quale mezzo per interloquire con la sanità nazionale, lamentando un disturbo, un dolore, invece di una visita attenta e scrupolosa, riceviamo in cambio dei “Foglietti”, dove in un elenco, sono proposte numerose, e a volte inutili, analisi.

Tutto questo, a discapito nostro e delle casse dello Stato.

A Roma per fare un ecodoppler, ad esempio, spesso è necessario che trascorra un anno.

Alla sanità nazionale mancano i soldi e il disavanzo ha raggiunto cifre da capogiro.

A farne le spese anche i laboratori di analisi cliniche e di fisioterapia che lavorono in convenzione.

Non ricevendo pagamenti dalla Regione, devono sopportare sulle proprie spalle, gli oneri economici di ritardi megagalattici.

Nonostante tutto, le Regioni, pretendono che continuino a prestare con efficacia e puntualità ogni servizio.

Gli imprenditori che hanno investito ed investono risorse umane e capitali per supplire il più delle volte a delle manchevolezze a loro non imputabili, non riescono nemmeno più a pagare il loro personale, e chi tra loro è onesto, si vergogna di questa incresciosa situazione, cercando una soluzione, persino attraverso le maglie dell’usura.

I politici, fanno presto a salire sul podio indicando soluzioni Machiavelliche a problemi irrisolti da anni.

I cittadini si ammalano, gli ospedali sono privi di posti letto, le strutture private senza soldi chiudono i battenti e nonostante le denunce quotidiane di una sanità al collasso, tutto rimane inerme e si vive usando la tecnica di Arlecchino; ovvero: l’arte del rattoppo.

Da ogni parte, si sentono voci gridare che in Italia le prestazioni mediche / ospedaliere sono gratuite.

All’atto pratico, per ottenere in tempi giusti prestazioni diagnostiche, il cittadino se li ha, deve sborsare i suoi soldi; altrimenti, corre il rischio di morire, prima di aver avuto la diagnosi della sua malattia.

La prevenzione? Sulla carta, una gran bella parola.ARTICOLO SANITA' IMMAGINE 2 ok

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La politica entra furtivamente in tutti gli ambienti; s’insinua subdola, appiattendo il proprio corpo, come farebbe un topolino per entrare in un buco molto piccolo… e con denti aguzzi e furbizia magistrale, aspira verso di se, cervelli e cose, con la voracità di un animale in astinenza prolungata.

Troppi personaggi fanno politica; si sentono paladini di quella libertà, che neanche loro conoscono veramente; abbracciano partiti politici, predicano uguaglianze e con l’altra mano, quella che non stringe l’avidità, scrivono e declamano divagazioni sul tema, o profezie da oracoli improvvisati.

Dopo aver calcato palcoscenici in lungo ed in largo, aver filosofato anche senza che nessuno glielo chiedesse, cantanti navigati d’esperienza ed età, vogliono ancora far ascoltare la loro voce, unita a quelle di un coro che segue le correnti (non quelle artistiche), del momento.

L’arte del parlare senza dire nulla, è una scuola di pensiero che ha dato frutti nel mondo dello spettacolo ma nella vita quotidiana, da dove si vede partecipando, lo sfacelo socio culturale, quest’attività prima redditizia, diventa la carta d’identità di un opportunismo a fondo perduto.

Di consigli siglati dalla notorietà, la gente comune è stufa. Di replicanti, e di megafoni della retorica, ne abbiamo piene le scatole. C’è però la volontà di qualcuno, burattinaio incapace di andare in pensione,
di esaltare uomini dai grandi silenzi, che grazie a pause studiate e contorsionismi facciali, hanno fatto giustamente carriera nei loro ambiti, ma che dovrebbero, per presa coscienza, non intervenire con consigli da “Dispensa”, nella vita politica di un Paese, che ha già troppi millantatori in cerca di “Licenza” d’uccidere.

Questi personaggi dello spettacolo, che ogni tanto tirano fuori dal cassetto canzoni usa e getta – basta far soldi – o pretendono trasmissioni televisive prive di censure a suggello di liberta (la loro), dovrebbero comprendere che anche il sole più luminoso, deve tramontare, per cedere il posto alla luna.
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E’ QUESTA L’ITALIA ?

 In una nota canzone di Renato Zero, si ascolta nel ritornello, una frase ricorrente:

“W la RAI”.

La Rai, televisione di Stato, servizio pubblico sulla carta, contenitore di luci ed ombre teleguidato in pratica, è un agglomerato di personaggi in cerca di fama e di guadagni da capogiro. Noi Cittadini, per avere a disposizione tutto questo, paghiamo quello che ci vogliono propinare col nome di canone, ma che in realtà è un balzello; una tassa di possesso obbligatoria, in un regime che si proclama democratico.

Da qualche giorno in Italia, si parla e sparla della tragedia avvenuta in mare, nelle vicinanze dell’isola Del Giglio, accaduta ad una nave da crociera Costa. Telegiornali, contenitori mediatici, speciali… e quant’altro, hanno dato spazio a questa notizia, manipolandola o rendendola realistica, ma ne hanno parlato e ne parlano, tuttora.

La RAI però, Sabato sera, a disastro accaduto, ha mandato regolarmente in onda “Ballando con le Stelle” un programma dove personaggi più o meno famosi, si prodigano in balli, millantando capacità e spirito di sacrificio.

La regina di questa trasmissione con alto indice d’ascolto, la Signora Milly Carlucci, professionista dalla “Parlantina” facile e dal viso levigato, ha dato sfogo alla sua dialettica, aprendo lo spettacolo, con un riferimento blando e privo di partecipazione, al disastro marittimo e subito dopo, asserendo che lo spettacolo per una “Legge” che non abbiamo mai letto, ma soltanto ascoltato, non può fermarsi e deve continuare a concedere sano divertimento al suo pubblico. La Signora Carlucci, ha dimenticato di dirci che dietro “Ballando con Le stelle”, si nascondono interessi di casta e che gli sponsor, unici proprietari di una TV che si spaccia ancora per pubblica, non avrebbero gradito interruzioni di sorta.

E’ questa la nostra Italia?

Non ci crediamo; pensiamo che questo sia il Paese dove si nasconde il buono e si mostra tutto ciò che di più deprecabile possa esistere. Grazie cara Rai; grazie per la sensibilità, l’impegno pluralistico e per non aver saputo rinunciare a facili guadagni, spegnendo le telecamere in un momento di lutto nazionale.

Quei visi sorridenti, quelle battute piatte e studiate, quei passi di danza rocamboleschi e la vista di certi personaggi come i calciatori… strapagati… per mostrare al pubblico un’arte che non possiedono, ci pare troppo.  In un contesto di preoccupazione e di sdegno, di lacrime e rabbia, nessun Cittadino avrebbe notato la mancanza di un programma televisivo; anzi, ognuno di noi avrebbe apprezzato in silenzio.

La Rai non naviga in buone acque; mancano i soldi ma ciò che veramente è precario nella televisione pubblica, è il senso civico e la volontà di fare del vero servizio pubblico e non programmi di terza categoria che fanno gola e riempiono le tasche, a sponsor che pensano soltanto al guadagno.

Di questo stato dei fatti, ci vergogniamo, prendendo le debite distanze.

Grazie “Mamma” Rai per aver dimostrato ancora una volta, che i parassiti non si possono più eliminare con degli insetticidi, ma che occorre fare terra bruciata intorno a loro, togliendogli ,con la forza della Democrazia, lo strapotere che in questi anni li ha fatti ingrassare.

 

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LA SICILIA E’ ITALIA!

 

Due parole, vorremmo dedicarle anche alla situazione in cui versa la nostra bella Sicilia.

Ne parlano in pochi e chi ne parla, sfiora l’argomento con paura e circospezione ingiustificate.

 

I siciliani sono italiani a tutti gli effetti ed hanno ora più che mai, bisogno della nostra solidarietà e del nostro impegno civico.

In Sicilia manca tutto; perfino i generi alimentari oggi scarseggiano; la gente non vive più; gli è stata tolta ogni umana dignità; il lavoro non c’è; l’agricoltura ristagna perché i contadini ed i prodotti della loro terra, non godono di nessuna considerazione da parte di chi oggi in Italia conta; i frutti delle loro terre, dopo duro lavoro e sacrificio costante, sono pagati due soldi e lo stesso Stato, con tasse usuraie, mina ancor di più l’esistenza di tutte le attività agricole, spingendole e trascinandole nel baratro.

 

Il movimento dei “Forconi”, nato spontaneamente soltanto dietro una spinta emotiva e di coesione, sta facendo sentire la propria voce, con la semplicità di coloro che hanno perso tutto ma non il desiderio di lottare per i propri e sacrosanti diritti.

Al governo nazionale ed a tutti i scalda sedie della politica, vorremmo ricordare che i siciliani sono dei lottatori – basti pensare ai “Vespri Siciliani”- e non faranno tacere le voci della loro protesta. Si spingeranno sempre più oltre se inascoltati e non si fermeranno davanti a niente e nessuno.

 

Dimostriamo a chi ci governa, a coloro che credono che noi siamo dei pecoroni, che si sbagliano e mettiamo in luce con impegno e determinazione, la nostra unità morale di Cittadini coesi.

 

Piero B. / Redazione Pentagramma

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Siamo nuovamente a parlare del gruppo musicale “Canzonieri del Tempo”.

Questa volta, per rivolgere la nostra attenzione, al loro primo lavoro discografico 

dal titolo“In Bilico alla vita”

 

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 Canzonieri del Tempo

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Dopo mesi di lavoro, di preparazione e scelta dei brani oculata e attenta alle tendenze della musica intesa come colonna sonora della nostra vita, dei nostri ricordi, e delle nuove e vecchie passioni, i Canzonieri del tempo, irrompono in un mercato discografico palesemente in crisi perché privo d’idee e povero di contenuti, con un CD elegante nello stile tecnico interpretativo e ricco di arrangiamenti sapientemente elaborati, dove nulla è stato lasciato al caso.

 

Le voci soliste del gruppo – Lello Lacenere e Ida Elia (felicemente sposati nella vita), colpiscono per la loro duttilità e per la capacità rara, di saper scegliere l’attimo esatto dove l’uno possa subentrare all’altro, con semplicità, a guisa di un proseguimento naturale, ricco di flessibilità melodica ed interpretativa.

I Canzonieri del Tempo, musicisti dalla vasta esperienza e capacità professionale, formano un insieme variegato che come un arcobaleno, mostra di se, ogni sfumatura con grinta e con una grande dose di naturalezza professionale.

Il CD dal titolo “In bilico alla Vita”, contiene tre brani inediti: quello che da il titolo al CD (In bilico alla Vita),

Sì Tu…Papà e Jasmine.  Queste canzoni pur recando le medesime firme (Barletta – Lacenere), sono diverse nei contenuti e nelle sensazioni che sanno emanare ma hanno quale denominatore comune, l’ispirazione e la sensibilità degli autori.

Ciò che colpisce di quest’opera discografica dei Canzonieri del Tempo, è la capacità che hanno dimostrato, di saper scegliere, seguendo il proprio istinto e la saggezza dettata da un’ampia esperienza maturata sul campo, brani capaci di abbracciare il periodo più florido della canzone all’italiana, rapportandolo ai giorni d’oggi, senza mai appesantire la mano ed usando una strumentazione dal colore sobrio e dalla timbrica naturale.

Abbiamo ascoltato e riascoltato più volte questa vetrina illuminata dalla gioia di dare e ricevere emozioni dal titolo “In bilico alla Vita”, entrando attraverso sensazioni dai colori netti e senza sbavature, in atmosfere ricche di serenità e di ascoltabilità allo stato puro.

Ai canzonieri del Tempo, l’augurio di ripetere al più presto quest’avventura musicale, rendendo partecipi, coloro che come noi, amano ascolatare semplicemente la musica, lontano dagli schiamazzi di un mercato troppo spesso povero di consapevolezza e neutralità.

Infine, un consiglio: per chi volesse ricordare emozioni già provate o provarne delle nuove, raccomandiamo l’acquisto di questo CD (In bilico alla Vita.) ne vale senza dubbio la pena.

Recensione a cura di Piero B./ Redazione Pentagramma

www.unavocesulpentagramma.com

 

 

 

Componenti del gruppo “ Canzonieri del Tempo “:

Ida Elia  voce solista femminile

Lello Lacenere  voce solista maschile – Pianista – Violinista – Compositore – Arrangiatore

Cosmiano Francioso  basso elettrico

Stefano Nacci  fisarmonica e tastiere

Enzo Gianfreda  chitarra elettrica

Federico Lorusso  batteria

 

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Il Natale bussa alle porte; i nostri cuori sono in attesa e viviamo giorni profondamente densi d’emozione.
Le strade piene di luci festose illuminano passanti frettolosi.
Le vetrine luccicano di lustrini e colori; i bambini restano incantati dai giocattoli esposti con cura ed invitanti come non mai.
Per tutti, credenti o no, il Natale è una festa diversa, unica; un insieme di speranze ed attese; una ricerca inconscia dentro se stessi.
Non ci limitiamo a predisporre alberi di Natale o presepi nelle nostre case; facciamo invece entrare amicizia e solidarietà ed il nostro Natale sarà una vera rinascita.
Ai più poveri doniamo almeno un sorriso, un abbraccio sincero, una parola di conforto e comprensione.
Facciamo tacere il frastuono delle armi, il pianger dei bambini, il bisbiglio delle lingue che parlano e sparlano, l’altezzosità, l’egoismo e l’arroganza.
Facciamo parlare la parte più buona che è in tutti noi; quella che vorremmo nascondere per la paura di apparire ciò che siamo.

Auguri al ricco ed al povero, al capo ed al sottoposto; auguri a tutto il mondo che lotta per sopravvivere, al nero al bianco, al credente , all’ateo.

Il Natale è bello e un Buon Natale detto col cuore fa bene all’anima e come una bella melodia, parla in quella lingua universale, che si chiama Amore.

Sul lavoro, in famiglia, in strada, dovunque ….., vi giungano i più sinceri auguri, e che Babbo Natale nella sua gerla, contenga e realizzi ogni vostro sogno, da vivere ad occhi aperti e con serenità ineguale.

www.unavocesulpentagramma.com
Redazione Pentagramma / Piero B.

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FOTO DI RENATO ZERO

 

GLI  ZEROAUGURI  PER RENATO

Da parte di tutti i Sorcini d’Italia

 

Prima, il nostro cielo, sembrava sempre uguale;

la luna, il sole, gli astri, tutto era banale;

poi, una tua canzone ….. e la voce che cantò,

fece diventar speciale il tutto, che mutò.

 

La vita che racconti, che reciti, che canti,

è la nostra luce, è tutto ciò che senti.

Se siamo tristi e l’occhio è inumidito,

seguiamo te, che c’indichi col dito.

 

Compagno di una vita d’amore e di passione,

tu, libro aperto e fonte d’emozione,

tra riflettori ed abiti, tra il pianto ed il sorriso,

tramuti per incanto, l’inferno in Paradiso.

 

Auguri a te Renato che dentro un “Carrozzone”,

hai dato il giusto peso al servo ed al padrone.

Un sentimento unico, l’affetto ch’ è sincero

lo dedichiamo a te, perché sei sempre vero.

 

Con grande gioia anche i tuoi sorcini,

uniti nell’affetto, lontani oppur vicini,

cantano insieme al mondo intero,

ogni canzone tua … Renato Zero!

 

 By  www.unavocesulpentagramma.com

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PC 2

I Blogger, sono esseri senza volto, che disegnano con i loro pennelli intinti nella vita di tutti i giorni, un’umanità che si evolve, cresce a dismisura e che desidera far ascoltare la propria voce.

I Blogger, non pesano alla comunità, (semmai fanno guadagnare qualcuno), perché non mangiano pane altrui, non usufruiscono di finanziamenti dello Stato, né usano le grazie di occulti manager senza scrupoli.

Chi si permetterebbe mai di lottare contro delle caste inespugnabili, contro i famosi “Baroni” inattaccabili e protetti da un’aureola invisibile di paura referenziale? I veri Blogger lo fanno!

I Blogger, descrivono attimi di vita, di ansie e timori vissuti sulla propria pelle giornalmente; sono dei frammenti di un’intera umanità che se riuniti, formerebbero un mosaico capace di saggiare l’umore del mondo intero.

Invece, sono invidiati, boicottati, criticati e qualcuno dall’alto di troni di cartapesta, vorrebbe farli scomparire dal Web, con un solo colpo di spugna.  Altri, atteggiandosi a intellettuali, con la delicatezza di professori vicini al pensionamento, criticano il modo di scrivere dei blogger additandolo come prolisso, insensato, contorto e dalla punteggiatura deficitaria.

A volte, è meglio parlare (o scrivere) sgrammaticati ma con sincerità, piuttosto che con la precisione di un vocabolario, emettere suoni sotto dettatura, seguendo disposizioni altrui.

Tutti noi, desidereremmo un’informazione libera e tanti “Galletti” allo sbando, delirando, sembrano inseguire questa chimera.  Oggi, pur essendoci dei giornalisti seri professionalmente e umanamente, il guasto maggiore si riscontra nella conduzione imprenditoriale di alcune redazioni; sempre più incline all’apparire, che all’essere.

Non facciamoci smontare da un analfabetismo mirato e continuiamo a scrivere in libertà, usando i colori dell’onestà intellettuale, senza affondare nel mare di una meschinità provocatoria ed irrispettosa, verso tutto e tutti; restiamo insomma, ancorati al nostro modo di essere.

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PONTIDA LEGA fotomontaggio

Quanti hanno combattuto per l’unità d’Italia? Quanti hanno perso la vita per questo ideale?

Oggi, noi, popolo italiano, festeggiamo l’unità nazionale con sfilate, inaugurazioni di monumenti, spettacoli e parate militari.

Una parte degli Italiani, fans partecipi di un movimento politico chiamato “Lega Nord”, si sono riuniti a migliaia a Pontida dove, sotto il sole cocente e la terra ancora umida per gli acquazzoni dei giorni scorsi, hanno ascoltato l’uomo di punta Umberto Bossi, che ha espresso le sue idee tra applausi ed ovazioni varie.

La libertà di dividere ciò che con sacrificio qualcuno con lo stesso sangue ha unito, può chiamarsi liberta? Democrazia?

La lega, oggi al governo del nostro bel paese, usa dei predellini con fine tattica, per arrivare là dove vuole e muove le proprie pedine con astuzia, per provocare o millantare, drastici cambiamenti.

Gli uomini che guidano la Lega, usano l’arma del ricatto e se da una parte vogliono restare saldamente al governo, dall’altra, paventano il divorzio da Berlusconi nel 2013, se quest’ultimo, non accettasse le loro condizioni.

Secondo il “Senatur”, basta trasferire alcuni Ministeri a nord, per far funzionare di nuovo, ogni cosa?

Non vogliamo fare della politica fine a se stessa, ma essendo dei semplici uomini della strada, dei Cittadini che riescono ancora a guardare aldilà della propria punta del naso, troviamo queste sceneggiate semplicemente inutili.

Manifestazioni “Colorate”, raduni, bandiere e tutto ciò che è folklore e nulla più, ci ha stancato.

Dal palco, come papaveri sospinti dal vento , tutti i politici predicano le loro soluzioni; trovano un toccasana per tutto, e sono convinti che l’Italia tornerà agli antichi splendori.

Coloro che ci “Guidano”, rispettano soltanto il proprio codice “Stradale”; mentre a noi gente comune, tolgono  sempre e soltanto, punti vitali dalla nostra patente.

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